Le campagne le facciamo noi, le richieste le filtra un assistente che conosce la tua azienda, e il sopralluogo te lo fissiamo noi: giorno, ora e indirizzo, già in agenda. A te resta da andarci.
Nove minuti. Come lavoriamo, dall'inizio alla fine. Attiva l'audio.
Scrivici che lavori fai e quanti sopralluoghi riesci a fare in una settimana.
Ti risponde una persona, non un centralino.
Quasi tutte le aziende che incontriamo hanno già comprato contatti, almeno una volta. E quasi sempre il problema non erano i soldi spesi. Era quello che succedeva fra il clic e il tecnico che suona alla porta.
I portali vendono la stessa richiesta a più aziende della zona. Chi telefona per primo prende il lavoro. Gli altri tre hanno pagato per fare un preventivo che serviva solo ad abbassare il tuo. E il cliente, richiamato da quattro ditte in un'ora, smette di rispondere a tutti.
La sera sul divano, il sabato, in pausa pranzo. Se gli rispondi lunedì mattina, quello ha già parlato con qualcun altro. Il lavoro se lo prende chi ha risposto per primo, non chi lo avrebbe fatto meglio: è così da sempre, solo che adesso «per primo» vuol dire in due minuti.
Chi voleva solo un prezzo al metro. Chi non è il proprietario. Chi sta fuori zona. Chi cercava un lavoro che non fai. Un'uscita a vuoto ti costa il tempo di un tecnico, il furgone e un posto in agenda che avresti dato a chi comprava. È la perdita più cara che hai, ed è l'unica che non finisce in nessun bilancio.
Il totale della spesa ce l'hai. Ma quale campagna e quale zona ti abbiano portato i lavori firmati non te lo sa dire nessuno. E finché non lo sai, l'unica cosa che puoi fare per crescere è mettere più soldi e sperare.
I primi sei li facciamo noi. Il settimo è il tuo tecnico che esce a fare il preventivo. Tutto quello che c'è in mezzo lo vedi succedere dal tuo gestionale, mentre succede.
Poi i comuni in cui esci davvero, i lavori che ti interessano e quelli che lasci perdere, quanto vale una commessa media. Da lì decidiamo quanto budget ha senso mettere: portarti più richieste di quante ne puoi lavorare non conviene a nessuno dei due.
Annunci scritti da noi, foto e video montati da noi, più versioni a confronto fin dal primo giorno. Su Facebook e Instagram, sulla ricerca di Google, o su tutti e due a seconda di come ti cerca la gente dalle tue parti. Ogni due settimane spegniamo quello che rende meno e proviamo qualcosa di nuovo.
Alle nove di sera, di domenica, il giorno di Ferragosto. E non è il solito messaggio automatico uguale per tutti: è una conversazione su WhatsApp che si presenta col nome della tua azienda e comincia a chiedere le cose che chiederesti tu.
Non risponde a caso e non parla in generale: sa che prodotti monti, in che comuni esci, con che tempi lavori e cosa non fai. Chiede quello che serve per capire se c'è un lavoro, e chi non fa per te si ferma lì senza arrivare sulla scrivania di nessuno. Sotto lo spieghiamo per bene: è il pezzo che cambia le tue giornate.
Chi passa il filtro lo richiama una persona vera, gli trova il giorno e mette l'appuntamento nel calendario dei tuoi tecnici, tenendo conto dei giri e delle zone. Tu apri il telefono e trovi giorno, ora, indirizzo e cosa va a vedere. Il tuo ufficio non tocca più il telefono, e il sopralluogo lo paghi solo quando è fissato.
Nessuno copia niente a mano. Ogni richiesta entra con la sua campagna, la sua ora e la conversazione allegata. Tu la sposti mano a mano: contattato, sopralluogo, preventivo, chiuso. E ogni volta che la sposti diventa un numero che puoi guardare.
Quanto è stato speso, quante richieste sono arrivate, quante sono diventate sopralluoghi, cosa abbiamo spento e cosa abbiamo acceso. Non un file pieno di numeri: le tre decisioni del mese, scritte in italiano.
La differenza si sente alla seconda domanda. Un risponditore dice «un nostro incaricato la contatterà». Il nostro sa cosa monti, dove esci e con che tempi lavori, e risponde come risponderebbe il tuo commerciale migliore. Alle undici di sera.
Alle 21:08 quella richiesta è già nel gestionale, con la conversazione allegata e l'orario scritto. Il sopralluogo lo fissiamo noi: lunedì mattina il tuo tecnico lo trova in agenda.
Chi ha appena scritto è ancora col telefono in mano. È l'unico momento in cui ti risponde, e non c'è ufficio che possa stare sveglio tutte le notti. L'assistente sì.
Un materiale, un tempo di posa, se copri un comune: quella risposta ce l'ha, perché gliel'hai data tu. E chi scrive capisce subito di avere davanti gente che sa il fatto suo.
Se chiamano invece di scrivere, risponde una voce col nome della tua azienda: prende nome, comune e lavoro, e ti passa la richiesta. Le chiamate a cui non arrivi vengono riprese in chat nel giro di pochi minuti.
Chi abita fuori dalle tue province. Chi ha chiesto una lavorazione che non fai. Chi non è il proprietario e «si informava per il padrone di casa». Chi voleva solo un prezzo al metro al telefono.
Sono le uscite a vuoto e le mattinate al telefono che oggi ti costano di più, e sono anche quelle che a fine mese ti fanno sembrare cara la pubblicità.
Quasi nessuno compra al primo messaggio. Si compra al terzo, quando ha fatto due conti e ne ha parlato a casa. Ma il secondo e il terzo, in ufficio, non li fa mai nessuno: non per pigrizia, ma perché ricordarsi di venti persone a settimane di distanza è un lavoro a parte. Quello lo fa l'assistente, e non ne salta uno.
Un messaggio più corto, in un altro momento della giornata. Non lo stesso testo mandato due volte, che si riconosce subito e fa l'effetto contrario.
«Domani alle 17 passiamo per le misure, confermi?» Se è cambiato qualcosa lo sai la sera prima, non davanti al cancello chiuso con un tecnico e un furgone fermi lì.
È la domanda che in ufficio nessuno fa per non sembrare insistente. Ed è quella che chiude i lavori: quasi sempre c'era un dubbio che a te non aveva detto.
Un lavoro finito nel suo comune, una scadenza che si avvicina. Mai con «ha deciso?», che è l'unica domanda a cui è più facile rispondere di no.
Chi in primavera aveva altre spese in ballo, in autunno magari non ce le ha più. Quei nomi li hai già pagati una volta, e riprenderli in mano non costa un euro di pubblicità.
Fai il conto sul mese scorso: quante richieste hai lasciato indietro perché nessuno ha avuto tempo di risentirle? Se anche solo due di quelle diventassero un lavoro, non ti sarebbero costate un euro di pubblicità in più. Le avevi già pagate quando sono entrate.
È la parte di fatturato che costa meno di tutte, ed è l'unica che non guarda mai nessuno. E appena uno risponde l'assistente si ferma e passa la parola a te: da lì in avanti la trattativa è tua.
Compreso nel servizio, con un accesso per te e uno per ognuno dei tuoi. Non è un file che ti arriva a fine mese: è aperto sempre e si riempie da solo, mentre le richieste entrano.
| Quando | Zona | Lavoro | Da dove | A che punto |
|---|---|---|---|---|
| oggi 21:08 | Rho (MI) | Capannone 700 mq + accumulo | Campagna video | Sopralluogo mar. 17:30 |
| oggi 18:22 | Legnano (MI) | Pompa di calore, villetta | Campagna foto | Da fissare |
| ieri 20:41 | Busto A. (VA) | Ampliamento impianto, 30 kW | Ricerca Google | Preventivo mandato |
| ieri 12:03 | Novara (NO) | Fuori dalle tue zone | Campagna foto | Chiusa dall'assistente |
Schermata di esempio.
Non servono venti indicatori. Ne servono sei, sempre gli stessi, aggiornati ogni giorno. Perché fra crescere e sperare cambia una cosa sola: sapere quale di questi si è mosso.
Quante ne sono arrivate, da quale campagna e a che ora. Divise per campagna, così sai quale annuncio te le sta portando e non solo quante ne hai in tutto.
Quante arrivano a te e quante si fermano prima, con scritto il perché. È il numero che ci dice se stiamo comprando il pubblico giusto, ed è il primo che guardiamo ogni settimana.
Quanti appuntamenti sono finiti in agenda e quanti si sono presentati. È su questo che si giudica il lavoro, non sul numero di contatti.
Quanto hai speso in pubblicità per portare un tecnico davanti a un cliente vero. È il numero che trasforma la crescita in un conto: quando lo sai, sai già cosa succede se raddoppi il budget.
Quanti preventivi escono e quanti si firmano. Lo aggiorni con due tocchi dal telefono, ed è l'unico numero che lega la spesa al fatturato. Senza, tutto il resto resta a metà.
I secondi fra la richiesta e la prima risposta. Su questo mercato pesa più del prezzo, ed è il motivo per cui l'assistente non stacca mai.
Quando sai quanto ti costa un sopralluogo e quanti sopralluoghi diventano un lavoro, smetti di chiederti se la pubblicità stia rendendo. E cominci a farti una domanda diversa: quanti lavori voglio il mese prossimo?
Da lì si torna indietro coi conti. Quanti sopralluoghi servono, quante richieste servono, quanto budget serve. E crescere diventa una cosa che si decide a tavolino.
Solo che non sai quanto. Questi sono i prezzi che gira il mercato in Italia, e li verifichi in mezza giornata di telefonate senza chiedere niente a noi.
80-220 € l'uno, da chi te li rivende già fissati. Non scegli il pubblico, non vedi la spesa, e il giorno che smetti non ti resta niente in mano.
25-35 € l'uno. Costa poco perché è gente che non ti stava cercando: all'appuntamento si presenta chi si presenta.
Sembra gratis finché non funziona. Poi paghi di più proprio nei mesi in cui vai bene, non c'è un tetto, e chi ti manda il lavoro guadagna sul volume: non sul fatto che sia buono.
Servono due numeri che hai in testa: quanto vale una commessa media da te, e quanti sopralluoghi ti servono per chiuderne una. Non ce li devi dire e non serve che li commentiamo noi: da lì il tetto che ha senso per la tua azienda ti viene da solo.
L'altra metà del conto te la diamo noi, ogni mese, a consuntivo: quanto è costato davvero portare un tecnico davanti a un cliente vero. Non è una cifra che ti diciamo prima di aver guardato la tua zona, e chi te la spara al telefono se la sta inventando coi soldi tuoi.
È giusto chiederlo: di gente che vende contatti ne hai già conosciuta. Queste sono le cinque righe su cui cambia tutto.
C'è una domanda che conviene fare a chiunque ti venda qualcosa per l'azienda: a chi è intestato? Noi rispondiamo prima che tu la faccia.
Il budget della pubblicità lo decidi tu e lo paghi direttamente a Meta e a Google, con la tua carta. Non passa da noi, non lo anticipiamo e non ci prendiamo niente sopra: vediamo quello che vedi tu.
Perché è la differenza fra comprare pubblicità e costruirti un canale tuo.
Ogni mese che passa il tuo conto pubblicitario impara: chi risponde, in quali comuni, con quali annunci. Quella roba cresce dentro casa tua, non dentro la nostra, e vale sempre di più a prescindere da chi te la gestisce.
Ed è anche il motivo per cui possiamo permetterci la garanzia qui sotto: lavoriamo su una cosa che è già tua.
Vale sulla formula da tre mesi. E «funziona» non è una parola nostra da interpretare a fine trimestre: vuol dire una cosa sola, i lavori che ti entrano dalle richieste che ti portiamo devono valere almeno il compenso che ci dai.
Se al terzo mese non ci siamo arrivati, ti ridiamo indietro il nostro compenso. Non una parte, non un buono, non tre mesi di lavoro in più: i tuoi soldi. Quello che hai speso di pubblicità resta fuori, ed è giusto così: non passa da noi, lo paghi tu a Meta e a Google con la tua carta.
È un articolo del contratto che leggi e firmi prima di cominciare. Non una frase detta al telefono.
Preferiamo dirlo prima e perdere una chiamata, che prendere un cliente a cui non serviamo. E dipende quasi tutto da una cosa: quanto lavoro in più riesci a lavorare.
Non è un problema, ed è la cosa che ci sentiamo dire più spesso. Ci mettiamo noi le persone: una segretaria formata da noi richiama chi è passato dal filtro e fissa l'appuntamento direttamente nel calendario dei tuoi tecnici, tenendo conto dei giri e delle zone. Il tuo ufficio non tocca il telefono e tu ti ritrovi l'agenda piena.
Allora sei esattamente uno di quelli con cui lavoriamo meglio. Chi campa di subappalto ha due problemi che conosce a memoria: i margini glieli decide qualcun altro, e il giorno che quell'impresa smette di chiamare non ha un canale suo. Il lavoro dal privato si paga di più e non dipende da nessuno: si comincia in parallelo, senza mollare quello che hai già.
Quello che hai letto fin qui sta in piedi da solo. Queste cose le facciamo, e te le proponiamo solo se guardando la tua situazione hanno un senso. Ognuna si può prendere anche da sola.
Serve soprattutto se facciamo le campagne su Google, perché chi cerca deve pur arrivare da qualche parte. Le foto dei tuoi lavori, i comuni dove esci, e due tasti sempre in vista: chiama e scrivi su WhatsApp. Lo facciamo noi e l'indirizzo è intestato a te.
La scheda con la mappa e le stelline, riempita come si deve. Più un modo per raccogliere recensioni da tutti i clienti, senza filtri: un codice da inquadrare a fine lavoro, e la recensione è fatta in due secondi.
Un numero dell'azienda che squilla dove vuoi tu e tiene il conto di quante chiamate arrivano, quante restano senza risposta e quante vengono riprese. Perché anche le telefonate sono richieste, e non le conta mai nessuno.
Scritti sui lavori che fai e sulle zone dove esci, pubblicati sul tuo sito. Restano tuoi e continuano a portarti gente per anni, molto dopo che sono stati scritti.
Il commerciale vede le sue trattative, il tecnico solo il giro di domani, tu vedi tutto. Ognuno entra col suo nome, e non girano più fogli su WhatsApp per capire chi doveva chiamare chi.
Dicci che lavori fai e quanti sopralluoghi riesci a fare in una settimana.
Guardiamo com'è messa la tua zona, ti diciamo cosa faremmo e quanto costa. Se non ha senso te lo diciamo. È una chiacchierata, non un impegno.
Il messaggio è già pronto: ti basta un tocco.
Risponde una persona, non un robot.
Intanto una premessa: vale sulla formula da tre mesi, non sul mese di prova. Poi, in tre righe. Uno: «funziona» vuol dire che in quei tre mesi i lavori che ti entrano dalle richieste che ti portiamo valgono almeno il compenso che ci dai. Due: quel conto si fa sui dati che sono già dentro il gestionale, mano a mano che segni cosa è diventata ogni richiesta, ed è la condizione: una richiesta di cui non ci dici com'è finita non entra nel conto. Tre: se non ci siamo arrivati, il nostro compenso torna indietro.
Quello che resta fuori è il budget della pubblicità, che non passa da noi: lo paghi tu direttamente a Meta e a Google, quindi non è nostro da restituire.
È scritta nel contratto che leggi prima di firmare, con i numeri della tua azienda dentro. Te la spieghiamo riga per riga in chiamata.
Te lo diciamo coi tuoi numeri, non prima di averli. Dipende dalla zona, dal prodotto, dal budget e dalla stagione: chi ti spara una cifra al telefono prima di aver guardato come sei messo se la sta inventando, e lo fa coi soldi tuoi.
Quello che facciamo è più utile. Già dalle prime settimane si vede quanto costa un sopralluogo per la tua azienda, e da lì in poi la domanda diventa tua: quanti ne vuoi il mese prossimo, e quanto budget ci vuole per averli. Che è un conto, non una promessa.
No, ed è a tuo favore. Il budget lo decidi tu e lo paghi direttamente a Meta e a Google con la tua carta, sui conti intestati alla tua azienda. Non passa da noi, non lo anticipiamo e non ci prendiamo nessuna percentuale sopra. Noi vediamo quello che vedi tu, e tu vedi ogni euro dov'è andato.
Sono tre voci separate, e le vedi tutte e tre prima di firmare qualsiasi cosa.
1. Il nostro compenso per costruire e mandare avanti le campagne. Una cifra fissa al mese, oppure una cifra sola per tre mesi, che costa meno di tre mesi singoli ed è la formula su cui vale la garanzia.
2. Il sopralluogo fissato. Lo paghi solo quando è in agenda: non a tentativo, non a contatto, non a telefonata. E il tetto di quanti al mese lo decidi tu, così sai in partenza qual è la spesa peggiore possibile.
3. Il budget della pubblicità, che non è compreso in nessuna delle due. Lo decidi tu e lo paghi direttamente a Meta e a Google con la tua carta, sui conti intestati alla tua azienda: non passa da noi e non ci prendiamo nessuna percentuale sopra.
Le cifre esatte te le diciamo in chiamata dopo aver guardato com'è messa la tua zona, perché prima di averla vista sarebbero inventate. Quello che non cambia mai è la struttura: nessuna percentuale sui tuoi lavori e nessun costo di attivazione.
No. Ci sono due formule e le vedi tutte e due prima di firmare. Di mese in mese non c'è durata minima: per uscire basta scriverci qualche giorno prima, e su quella la garanzia non c'è. Oppure tre mesi, che costano meno di tre mesi singoli ed è la formula su cui vale la garanzia. Scegli tu, e te lo spieghiamo prima di farti firmare qualsiasi cosa.
È compreso, con un accesso per te e uno per ognuno dei tuoi. I dati che ci sono dentro sono tuoi e li porti via quando vuoi, anche il giorno in cui decidessi di lasciarci.
Si presenta come l'assistente della tua azienda: non finge di essere qualcun altro, perché mentire su questo è il modo più veloce di perdere la fiducia di chi ha appena scritto. Quello che fa è rispondere subito, e rispondere a tono, con le cose che gli hai detto tu.
Quando la domanda è da titolare (un caso strano, una trattativa, una cosa delicata) passa la parola a te invece di inventarsi una risposta.
La scaletta la decidiamo insieme a te, perché dipende dal tuo prodotto e da come sei abituato a lavorare. Quella che usiamo di solito sono cinque momenti: due ore dopo il primo messaggio, il giorno prima del sopralluogo, tre giorni dopo il preventivo, due settimane dopo un «ci devo pensare», e dopo qualche mese con chi aveva detto no.
Ogni volta con un messaggio diverso, mai lo stesso testo ripetuto. E appena qualcuno risponde l'assistente si ferma e passa la parola a voi: nessuno si ritrova a essere inseguito da un robot mentre sta già parlando col tuo commerciale.
No, e ci teniamo perché il nome sul messaggio è il tuo. Si ricontatta chi ha chiesto lui un preventivo, non gente presa da una lista. I messaggi sono corti, distanziati e sempre diversi, e appena uno dice che non gli interessa si smette, per sempre.
La verità è l'opposto: quasi tutti si lamentano di non essere stati richiamati, non di essere stati richiamati troppo.
La prima settimana scriviamo insieme una scheda della tua azienda: prodotti e materiali, comuni in cui esci, lavorazioni che fai e quelle che non fai, tempi, e le risposte alle domande che ti fanno sempre. L'assistente lavora su quella.
Quando cambi qualcosa, che sia una linea nuova o un comune in più, ci scrivi e la aggiorniamo. Sono cinque minuti.
Capita spesso e non è un problema. Guardiamo insieme cosa sta funzionando e cosa no: se il lavoro è fatto bene te lo diciamo. Ma se nessuno ti ha mai fatto vedere quanto ti costa un sopralluogo, quella è la chiacchierata che vale la pena fare.
Sì, in tutta Italia. Quello che ci serve è l'elenco vero dei comuni e delle province in cui esci: le campagne le costruiamo su quelli e l'assistente li sa a memoria. Una richiesta che arriva da fuori zona è tempo perso per tutti e due.
Finché lavoriamo con te non prendiamo la pubblicità di un'altra azienda dello stesso mestiere nella tua stessa zona: due campagne sullo stesso pubblico si farebbero la guerra da sole, e finirebbe che pagate di più tutti e due. È un limite che ci diamo noi, non te lo facciamo pagare, ed è scritto nel contratto.
Conti pubblicitari, storico, pubblici, misurazione e tutti i contatti restano tuoi: vivono già dentro il tuo profilo aziendale e noi ci entriamo solo da fuori. Si toglie il nostro accesso e finisce lì, senza dover chiedere niente a nessuno.